venerdì 8 luglio 2016

Scaldacolli... nonostante l'estate

Mi piacerebbe tanto poter approfittare del periodo di vacanze estive, quando non ci sono corsi o sono ridotti al minimo e ho un po' più di libertà, per progettare i lavori futuri, per dedicarmi a quei capi che sono solo ed esclusivamente per me, per fare qualche esperimento. E invece, puntualmente, ogni anno mi ritrovo ad utilizzare questo tempo di relax per finire quel che mi è rimasto indietro durante l'inverno: lavori accumulati, iniziati e mai finiti, commissionati per "quando hai tempo".
Eccomi qui, quindi, a mostrarvi il risultato delle mie ultime fatiche estive. Si tratta di lavori in lana pesante, tanto per non smentirmi, e non sono per me, ma mi sono stati commissionati da un'amica.
Si tratta del collo Moebius


realizzato con ferri n. 5 e lana grossa. Si lavora sempre tutto diritto, in tondo, e l'effetto incrociato è dato dal modo particolare con cui si avviano i punti, creando una torsione. Io avvio i punti come mostrato in questo tutorial https://www.youtube.com/watch?v=zVEFkRIJ4GY e il gioco è fatto...
Il secondo capo è un altro collo, sempre lavorato con i ferri n. 5 e lana altrettanto grossa, ma stavolta sfumata, in modo da creare un effetto di cambi di colore a righe orizzontali.
Si tratta di un collo che può diventare anche un cappuccio, molto alto e largo, da portare in modi diversi a seconda del gusto e delle esigenze. Alterna righe a legaccio ad altre a maglia rasata, i bordi di avvio e chiusura sono lavorati a coste. Potete trovare lo schema gratuito su Ravelry, in italiano e in inglese http://www.ravelry.com/patterns/library/collo-cappuccio







lunedì 27 giugno 2016

Esperimenti all'uncinetto

Che non ami lavorare all'uncinetto è risaputo.
Da ragazza ho realizzato centri, centrini, tovaglie in quantità industriale e poi ho raggiunto il punto di saturazione e ho abbandonato uncinetti e cotone.
Mi è sempre sembrato poco sfruttabile, piuttosto rétro. Fino a quando non ho visto cosa si può fare con filati particolari e colori alla moda.
Frequentando Il Salotto della Lana di Mariano Comense, dove tengo corsi di maglia, ho visto in vetrina delle borse bellissime, di varie forme e misure, adatte a tutte le persone e tutte le esigenze.
Il desiderio di realizzarne una si è fatto avanti sempre più prepotente e complice il fatto che le mie figlie amano le borse è stato un attimo scegliere il colore e il modello.
Questa borsa l'ho realizzata per Anna, in poco più di una settimana. Non è enorme ma sufficientemente capiente e il colore è proprio estivo. Il filato è un cordino lucido piuttosto scomodo da lavorare, se devo essere sincera, e si realizza con un uncinetto n. 3.
Il risultato finale, però, merita anche quel po' di fatica che si fa...


sabato 7 maggio 2016

La bella stagione è alle porte

Non so se capita solo a me o è esperienza condivisa: dopo i mesi invernali durante i quali indosso quasi esclusivamente capi scuri, neri o grigi, con le prime giornate di sole esplode una voglia irrefrenabile di colori, possibilmente chiari e i più disparati possibile.

Con alcune amiche sferruzzatrici ho inaugurato il 2016 andando a Romagnano Sesia a fare un po' di acquisti e, seguendo il loro consiglio, ho acquistato dei filati colorati che a gennaio mi sembravano un po' difficili da portare ma che ora, complice il sole finalmente arrivato, non sono più così fuori luogo, anzi!

Con il filato Alice di Mafil (cotone, seta e una percentuale di baby alpaca) ho realizzato una maglia per me. Durante la lavorazione mi sembrava che il colore fosse troppo giovanile, che non sarei riuscita a portarlo, ma ora che è finito sono veramente contenta della scelta.
Ho scelto uno schema, Marie, dal libro Knitting the perfect fit ma l'ho modificato per adattarlo al filato che è più sottile di quello proposto e soprattutto alla mia figura. Non mi si addiceva per nulla il triangolo che si sarebbe dovuto aprire da sotto il seno e che avrebbe messo in evidenza il mio punto debole.
Modello tratto dal volume Knitting the perfect fit
Così ecco che ho fatto un po' di calcoli, e il risultato delle mie modifiche è questo



Ormai non lo metterò fino a settembre perché le maniche lunghe le ho abbandonate (per fortuna!) e conto di perdere ancora qualche chilo per quell'epoca, così starà esattamente come lo voglio io.
L'ho lavorato bottom-up a pezzi e poi cucito e devo dire che dopo tanto topdown sto decisamente rivalutando i capi lavorati separatamente. Ora poi che ho imparato a cucire come si deve, le rifiniture non mi spaventano più e quasi quasi ci provo gusto.

Prossima tappa: finire una serie di lavori sospesi da mesi per affrontare i mesi estivi con la carica giusta e progettare i lavori per l'autunno/inverno.


lunedì 4 aprile 2016

Golfino per Paola

Nonostante il filato scelto dalla destinataria non fosse lo stesso dello schema, devo dire che il golfino traforato che ho realizzato per Paola mi ha dato grandi soddisfazioni.
Ho dovuto fare un po' di calcoli, a dire il vero, perché la tensione era ovviamente del tutto diversa da quella data dalla rivista (Katia Casual primavera/estate, modello n. 13) ma il risultato mi soddisfa pienamente!


martedì 23 febbraio 2016

Dall'Irlanda con amore

Ecco cosa sono diventate le tre matasse di filato proveniente da Dublino:




Volevo sfruttare al massimo il filato, quindi ho scartato colli e berretti che mi avrebbero fatto avanzare troppa lana, insufficiente però per farci qualcosa d'altro.
Ho optato per un gilet, topdown senza cuciture e mi sono ripromessa di lavorare fino ad esaurimento del filato.
Ho avviato i punti del collo e delle spalle dietro con un avvio provvisorio e ho cominciato a sagomare la parte posteriore. Per le spalle ho inserito alcuni ferri accorciati e poi mi sono dedicata allo scalfo, che volevo diritto ma un po' avvolgente dietro, come si può vedere dalla foto.
Una volta arrivata alla fine dello scalfo ho lasciato in sospeso i punti sul cavo e, con gli altri due gomitoli, ho ripreso i punti delle spalle davanti e ho cominciato a sagomare la scollatura, che ho fatto ampia perché non sopporto tutto quello che mi si appoggia al collo e alla gola.
Il davanti è più stretto nel punto degli scalfi, rispetto al dietro, per evitare che il tessuto faccia eccessivamente difetto. Ad onor del vero, avrei dovuto stringere ancora un po', ma ormai non lo tocco più di certo.
Una volta arrivata all'ascella ho unito in tondo il davanti e il dietro e ho sagomato il giro seno con un paio di ferri accorciati.
Da qui in poi è stato tutto un lavoro in tondo. Quando ho finito la seconda matassa ho rifinito scalfi e scollatura con tre giri a legaccio, per poter poi sfruttare tutto il resto del filato nella lunghezza del gilet.
L'ho finito con qualche giro a legaccio anche sul fondo, per evitare che si arricci.
Mi è rimasto circa 1,20 m di filo. 
Posso proprio dire di non aver sprecato nulla!
La foto è piuttosto scura e non si riesce a vedere bene il filato, che è di un verde petrolio stupendo, con tanti puntini che vanno dal beige, al bordeaux, al blu... Uno spettacolo.
Tra l'altro è caldissimo!
Grazie Benedetta! Grazie Anna! Meglio di così non potevate scegliere!

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